Impianti Dentali: tipi, vantaggi, rischi e prezzi

Impianti Dentali: tipi, vantaggi, rischi e prezzi
0 10 aprile 2017

L’implantologia dentale è una tecnica odontoiatrica che permette di sostituire i singoli denti naturali mancanti, o tutta l’arcata dentale, con radici artificiali, ottenendo un risultato ottimale sia da un punto di vista funzionale che estetico.

Cosa sono gli impianti dentali?

Gli impianti dentali sono dei perni in titanio che vengono inserite nell’osso della mascella o della mandibola, fornendo un supporto stabile, al quale viene applicato un perno moncone. Questo, a sua volta, ha la funzione di connettere l’impianto alla protesi in ceramica, che riproduce l’aspetto del dente.

Come è fatto l’impianto dentale

In altre parole un impianto dentale è costituito da:

  1. vite in titanio, che viene inserita con un intervento chirurgico nell’osso della mascella o della mandibola, al posto della radice del dente naturale. Costituisce l’impianto vero e proprio e in alcuni casi può essere l’unica parte installata, poiché è lei che fornisce il supporto anche ai denti circostanti;
  2. perno moncone, detto abutment, che viene avvitato alla vite e funge da sostegno della corona protesica;
  3. protesi dentale, che può essere in ceramica, resina o zirconio.

Tipi di impianti dentali

Esistono principalmente due tecniche di chirurgia implantare, ognuna delle quali ha i propri vantaggi e svantaggi.

Impianti dentali a carico immediato

La tecnica a carico immediato prevede il posizionamento dei denti in un’unica fase. Durante la seduta vengono posizionati gli impianti, ai quali vengono subito ancorate le protesi provvisorie fisse.

In questo modo tutte le funzionalità, precedentemente compromesse dalla perdita dei denti, vengono ristabilite in sole 12 ore. I tempi del carico immediato sono brevi, quindi sia nell’esecuzione dell’intervento che nella ripresa e riabilitazione, comportano un minor disagio per il paziente rispetto alla tecnica a carico differito.

Ma non è solo la sfera emotiva del paziente a trarne profitto. Anche da un punto di vista economico infatti, il carico immediato è consigliato, poiché comporta un minor numero di interventi.

Questo tipo di tecnica richiede alcuni requisiti necessari nel paziente:

  • presenza dell’osso naturale in quantità idonea all’intervento,
  • buon supporto gengivale,
  • assenza di Bruxismo (il digrignamento dei denti) o malocclusione.

In mancanza di queste condizioni, il paziente può ricorrere agli impianti dentali eseguiti con tecnica a carico differito.

Impianti dentali a carico differito

La tecnica a carico differito prevede l’inserimento degli impianti dentali e l’ancoraggio delle protesi in due fasi.

L’odontoiatra inserisce in un primo tempo gli impianti necessari e, solo dopo alcuni mesi, procede a montare il moncone e ad ancorare le protesi dentarie. I tempi di attesa per il paziente sono di circa 3-4 mesi per l’arcata inferiore e 5-6 mesi per quella superiore.

Questo lasso di tempo, detto periodo d’osteointegrazione, è necessario per assicurare agli impianti dentali di legarsi all’osso e garantire così la stabilità sufficiente a supportare il carico masticatorio. Nonostante la tecnica a carico immediato sia preferibile per le tempistiche, dal momento che riduce il disagio del paziente di rimanere senza denti per mesi, non è un intervento adatto a chiunque.

Nei casi infatti in cui gli impianti dentali inseriti non siano abbastanza stabili da supportare il carico masticatorio, è consigliabile ricorrere alla tecnica a carico differito.

Quanto dura un impianto dentale?

I fattori che influiscono sulla determinazione della vita media di un impianto dentale sono molteplici, per cui non è possibile stabilire una durata universale. La letteratura scientifica tuttavia riporta un successo nel funzionamento delle protesi su impianti per un tempo medio di 10 anni nel 95% dei casi clinici.

Per una corretta manutenzione degli impianti dentali è necessario evitare comportamenti dannosi, quali ad esempio digrignare i denti (in questi casi è consigliato indossare il bite ogni notte) e fumare.

È inoltre fondamentale curare la propria igiene orale e sottoporsi a periodici controlli, durante i quali vengano eseguite le adeguate manovre di pulizia professionale.

Impianto dentale: prezzi e costi

Per quanto riguarda gli impianti dentali è difficile fissare un prezzo univoco. In mancanza delle informazioni specifiche riguardanti il caso del paziente in questione, non è possibile stimare un preventivo, poiché vi sono troppi fattori di influenza.

Si possono però segnalare le variabili che vengono tenute in considerazione per il calcolo del costo finale. Alcune di queste dipendono direttamente dalla situazione di partenza del paziente, quali:

  • quantità degli impianti da installare. Nel caso vi sia bisogno di un singolo dente il prezzo sarà sicuramente più basso, rispetto a chi invece ha bisogno di ricostruire un’arcata completa;
  • materiale delle protesi utilizzate per ricreare il dente naturale;
  • carenza di osso sufficiente all’impianto;
  • presenza di infezioni;
  • presenza di vecchi impianti falliti che richiedono di essere rimossi.

Le ultime tre casistiche richiedono infatti di essere trattate prima che il paziente si sottoponga all’intervento di implantologia, andando inevitabilmente ad incidere sul prezzo finale.

Altre variabili sono invece connesse allo studio dentistico. La marca degli impianti utilizzati, il grado di competenza dei professionisti e i costi di gestione dello studio sono tutti elementi che determinano il prezzo di un impianto dentale.

Impianto dentale: rischi e problemi

Le controindicazioni per il paziente che vuole sottoporsi ad implantologia dentale sono determinate da:

  • malattie cardiache,
  • immunodeficienze, perché sarebbe esposto a rischi troppo elevati per affrontare l’intervento,
  • malattie mentali o gravi disturbi psicologici,
  • gravi forme di diabete,
  • uso di bifosfonati, che interferiscono con la guarigione dell’osso,
  • cicli di chemioterapia o terapia radiante nei tre mesi antecedenti l’intervento.

In questi casi è probabile che il paziente non possa sottoporsi all’intervento.

Se invece dall’anamnesi del paziente non risulta alcun problema tra quelli elencati, i rischi in cui si incorre sono quelli tipici degli interventi chirurgici: sanguinamento post-operatorio, gonfiore, ematoma, infezioni o eventuali formicolii alla gengiva, nel caso in cui, durante l’operazione, ci si sia avvicinati molto ai nervi.

La condizione necessaria per potersi sottoporre all’intervento è la presenza di osso mascellare e mandibolare nella giusta quantità e consistenza.

Impianto dentale: è possibile il rigetto?

Il rigetto dell’impianto dentale è ciò che preoccupa di più i pazienti, ma si tratta di un luogo comune che deve essere sfatato. Il titanio infatti, materiale con cui sono costruiti gli impianti, ha un’eccellente biocompatibilità che gli permette di integrarsi perfettamente nell’osso.

Il rigetto fisiologico non è quindi un rischio di questa tecnica odontoiatrica. Ciò che invece si può verificare è la perdita dell’impianto.

Impianto dentale: fallimento e perdita

Qualora sia stato possibile effettuare l’intervento, vi è il rischio di perdere l’impianto dentale.

Nel caso in cui ciò avvenga nei primi mesi successivi all’intervento, si parla di fallimento dell’impianto, poiché non si verifica l’integrazione tra impianto e osso.

Le cause sono riconducibili a:

  • errori di valutazione del caso clinico (tipo di osso e tipo di carico),
  • mancate condizioni sterili durante l’intervento chirurgico,
  • inadeguata profilassi antisettica e antibiotica del paziente, prima e dopo l’intervento,
  • scarso mantenimento di una corretta igiene orale,
  • infezioni batteriche, legate a mancate condizioni di sterilità durante l’intervento.

A volte però i problemi insorgono a distanza di anni dall’intervento, nonostante l’osteointegrazione sia avvenuta correttamente. La causa più frequente di perdita dell’impianto dentale in questi casi è la perimplantite, un’infezione di origine batterica che provoca un riassorbimento osseo attorno agli impianti, causandone la perdita.

Quando l’infezione è troppo avanzata, gli impianti perdono il loro sostegno e devono quindi essere rimossi. Nonostante l’installazione di impianti dentali comporti dei rischi, il tasso di fallimento rimane molto basso. Con una percentuale di insuccesso che si aggira intorno al 3%, questo tipo di intervento risulta essere la soluzione migliore per la sostituzione definitiva dei denti mancanti.

Impianti dentali: vantaggi

tipi di impianti dentaliL’edentulismo è una patologia dentaria che provoca la scomparsa del tessuto gengivale ed osseo in assenza di denti, e da cui derivano diversi problemi di tipo estetico, posturale, fonetico e di digestione.

Gli impianti dentali sono la soluzione ideale a questo problema, poiché sono in grado di ripristinare le normali funzioni masticatorie, fonetiche e respiratorie, oltre ad assicurare un miglioramento dell’estetica.

La tecnica degli impianti dentali permette di sostituire uno o più denti senza influire in alcun modo su quelli vicini, come invece avviene, ad esempio, con i ponti dentali.

Le viti di titanio che costituiscono gli impianti dentali sono infatti radicate nell’osso della mandibola, o della mascella, e non richiedono alcun supporto dai denti e dalle gengive circostanti anzi, lo forniscono ai denti adiacenti evitando una sorta di “effetto domino” che potrebbe compromettere l’intera arcata dentale.

In questo modo si garantisce una perfetta stabilità e si previene l’atrofia.

Le protesi in ceramica, che vengono montate sui supporti in titanio, sono inoltre molto simili ai denti naturali, tanto per la funzionalità quanto per l’estetica. I pazienti che si sottopongono all’intervento possono quindi tornare a mangiare i loro cibi preferiti e a sorridere, riconquistando la fiducia in sé stessi.

Ricorda, solo un professionista serio saprà consigliarti la soluzione migliore per il tuo caso.

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