Dente rotto: cause, cura e possibili conseguenze

Dente rotto: cause, cura e possibili conseguenze
0 27 gennaio 2017

Molte sono le cause per cui un dente può scheggiarsi o rompersi. E’ frequente che succeda a bambini piccoli che tendono a muoversi e a giocare senza badare alla loro incolumità fisica. Ma un dente rotto può capitare anche più in là nella vita, mettendosi in bocca una crosta di pane duro o mordendo per sbaglio un frammento di guscio di noce o un nocciolo.

Quali denti sono più soggetti a rompersi?

La rottura di un dente non è un fenomeno sempre accidentale. A volte, al fattore legato all’imponderabilità del caso si unisce una causa ben più definita, cioè lo stato di salute della bocca.

È chiaro che un dente già cariato, scheggiato o devitalizzato, è più debole di un dente sano, e dunque si può intaccare più facilmente in caso di evento traumatico.

Inoltre il nostro cavo orale non è fatto di denti singoli, ma deve essere concepito in maniera organica, complessiva. Ogni dente ha una stretta relazione con i denti contigui.

C’è, ad esempio, il caso in cui a ‘subire il colpo’ è un dente sano che però è circondato da denti problematici, con cavità cariate o problemi di tipo strutturale. Mancando il sostegno laterale, anche un dente sano può scoprirsi e indebolirsi.

Denti scheggiati: le cause

Le cause possono essere diverse. Come abbiamo riportato in altri articoli su questo sito, le carie sono cavità dentali superficiali o profonde che indeboliscono il dente che quindi è più facile che si spezzi. In particolare dovrebbe star attento chi ha vecchie otturazioni in amalgama, dove lo smalto naturale del dente è ormai scomparso.

Tipologie di rottura dentali

dente rotto

Dente rotto: lesioni superficiali

Nelle bocche di gran parte della popolazione adulta ci sono denti con piccole crepe. Si tratta di micro-lesioni superficiali, che interessano unicamente lo smalto esterno. Un fenomeno molto comune e che ha conseguenze soprattutto dal punto di vista estetico e dal punto di vista dell’igiene orale, denti sani e lisci si puliscono meglio.

Dente rotto: lesioni profonde

Quando l’evento traumatico è importante e il dente è predisposto a rompersi, le lesioni sono più profonde. Può venirsi a creare una cavità che si estende dalla superficie di masticazione del dente in profondità verso la radice.

In questo caso il dente non è ancora frammentato e scomposto e può essere salvato, ma bisogna intervenire comunque subito per capire quale terapia mettere in atto per non perdere il dente. Se la lesione è particolarmente profonda, può intaccare la polpa e causare dolore.

Dente rotto: cuspide fratturato

Si parla di cuspide fratturato quando un dente si spezza e un pezzo di superficie masticatoria si stacca. Questo tipo di incidente di solito non ha ripercussioni sulla la polpa e quindi non dovrebbe implicare dolore. L’ideale è recarsi dal dentista il prima possibile per risistemare il dente rotto riparandolo e proteggendolo.

Dente rotto: cosa fare?

Quando si rompe un dente spesso ci si trova spiazzati. La prima cosa da fare è lavare la ferita con acqua corrente. Poi bisogna trovare un panno pulito, di garza o di cotone. Inumidirlo con acqua tiepida e metterlo in bocca pulendo l’area in corrispondenza del dente rotto.

La seconda fase è quella di contattare il dentista, spiegandogli la gravità della situazione. La diagnosi e il trattamento precoce può infatti evitare la perdita del dente.

Come abbiamo detto soprattutto nei bambini la rottura di un dente è un fenomeno frequente, da trattare con le giuste precauzioni e senza eccessivi allarmismi. Se il trauma riguarda anche i tessuti molli, l’importante è tamponare il sanguinamento e lavare con cura il cavo orale.

Se il bambino ha un dente rotto è importante trovare il frammento scheggiato e conservarlo in ambiente umido – in soluzione fisiologica, nella saliva o nel latte e portarlo dal dentista nel più breve tempo possibile.

Dente rotto: sintomi e dolore

Cominciamo chiarendo che non sempre un dente rotto fa male. A volte ci si accorge che abbiamo un dente rotto sentendo con la lingua un’area maggiormente tagliente, oppure capita di trovarsi il dente rotto in bocca. Insomma molto spesso non è la sensazione di dolore a fare capolino per prima.

Certo, quando a rompersi è un dente piuttosto grosso, può far male. La frattura può essere arrivata ad interessare il nervo all’interno del dente e nel qual caso il dolore può manifestarsi in maniera acuta.

Quando l’evento traumatico ha danneggiato lo smalto e la dentina, può accadere che le terminazioni nervose e i vasi sanguigni all’interno della polpa restino scoperti, provocando un disagio anche estremo soprattutto nei casi di repentini cambiamenti di temperatura, esposizione a vento freddo e alimentazione con cibi e bevande troppo caldi o troppo freddi.

La questione fondamentale per la salute dei denti è quella riguardo l’integrità dei tessuti duri esterni. Quando questi sono incrinati, masticando possono muoversi e ciò porta la polpa ad irritarsi, a danneggiarsi e infiammarsi.

Nei casi più gravi, il dolore è costante e si rende necessaria una terapia specifica sotto stretto controllo del medico curante o del dentista. Negli altri casi il dolore di solito segue un moto oscillatorio, può andare e venire, e di solito si manifesta in concomitanza con la masticazione e con altre attività che espongono il cavo orale.

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