0 14 luglio 2017

La ricostruzione dentale è un trattamento che può essere effettuato sia per motivi estetici che funzionali, qualora ad esempio il dente abbia subito un trauma o il danno sia tale da richiederne la rimozione. In assenza di un elemento dentale infatti, si vengono a creare dei problemi di masticazione che hanno conseguenze anche sull’apparato digestivo: è importante andare a ricostruire il dente mancante o fratturato per rispristinare la funzionalità naturale dell’intero apparato masticatorio. Per eseguire l’operazione, esistono diverse tecniche e materiali tra cui l’odontoiatra può scegliere, in base al caso da trattare.

Ricostruzione denti rotti, spezzati e cariati: le tecniche

La ricostruzione dei denti richiede ovviamente una visita di controllo dal dentista, durante la quale studierà la situazione e deciderà come procedere. Ciascun problema richiede una tecnica di ricostruzione differente: alcune sono più indicate per la ricostruzione parziale del dente, altre invece per la sua sostituzione completa. Non esiste un trattamento univoco, ma sta al professionista valutare quale sia il più adatto al caso specifico.

Otturazione per la ricostruzione dei denti

L’otturazione

0 7 luglio 2017

In fase di compilazione della dichiarazione dei redditi, forse non tutti sanno che anche le spese dentistiche sono detraibili. Non è necessario infatti avere un reddito basso per poter usufruire delle agevolazioni: la legge prevede per tutti i contribuenti una detrazione fiscale del 19% sull’Irpef, a patto che si tratti di cure con finalità medica e non estetica.

Spese dentistiche detraibili: come calcolare il rimborso

Le spese dentistiche rientrano nelle detrazioni delle spese sanitarie. In quanto tali, anche in questo caso viene rispettata la franchigia di 129,11 euro. Ciò significa che, se la somma delle spese sostenute nel corso dell’anno è al di sotto di questa cifra, non è previsto alcun rimborso: la detrazione scatta solo per le cifre che superano tale importo. Se invece il totale delle spese dentistiche e di quelle mediche supera il tetto massimo di 15.439,71 euro, bisogna barrare l’apposita casella nella dichiarazione dei redditi e la detrazione verrà ripartita in quattro quote annuali di importo uguale. Per calcolare il rimborso, bisogna:

  1. sommare tra loro tutte le spese mediche, comprese quelle del dentista;
  2. sottrarre la franchigia di 129,11 euro al totale ottenuto;
  3. calcolare il 19% sul risultato otte

0 30 giugno 2017

I denti, al loro stato di salute, presentano una mobilità praticamente impercettibile, dovuta alla presenza di fibre connettivali. Queste fibre, che costituiscono il legamento parodontale e sono situate tra il dente e l’osso alveolare, creano una struttura dinamica in grado di gestire la pressione delle forze occlusali, riducendo al minimo il rischio di fratture dentali. Quando però  e il movimento è ben visibile ed è percepito dal paziente, allora c’è un problema. In questo articolo ti spieghiamo quali possono essere le possibili cause di questo problema, e quando e come è possibile salvare i denti che si muovono.

Denti che si muovono: le cause

Un’oscillazione evidente degli elementi dentari è sintomo di una patologia. Prima di allarmarsi però, è bene capire la gravità dell’oscillazione. Per farlo, esistono dei parametri standard, conosciuti come Scala di Miller, che quantificano il livello di mobilità dei denti.

  • Grado 0: oscillazioni di 0,2 mm. È la mobilità fisiologica, ovvero il movimento naturale dei denti.
  • Grado 1: oscillazioni di 0,2/1 mm. I denti si muovono leggermente, in avanti e indietro.
  • Grado 2: oscillazioni tra 1 e 2 mm. I denti risultano mobili.

0 25 giugno 2017

L’apparecchio ortodontico è uno strumento che permette di risolvere le malocclusioni e di allineare i denti storti, non solo per fini estetici, ma soprattutto per prevenire danni all’intero organismo. Una masticazione scorretta può influire infatti sull’apparato digestivo, o addirittura creare problemi di postura ed il più delle volte è collegata ad una respirazione alterata. È frequente ricorrere a questa soluzione soprattutto in età scolare, motivo per cui circa il 50-65% dei bambini porta un apparecchio per i denti, per prevenire o risolvere le malformazioni della bocca. Ma come capire se il proprio figlio ha bisogno di un apparecchio per i denti?

La prima visita dentistica per bambini

Il consiglio è di effettuare la prima visita odontoiatrica intorno ai 4-5 anni di età. Se seguiti fin da piccoli infatti, per il dentista sarà più semplice seguire lo sviluppo della dentatura ed intervenire in caso di malformazioni dei mascellari o denti che crescono in posizioni scorrette. Un eventuale apparecchio mobile può eventualmente essere prescritto anche negli anni in cui sono ancora presenti i denti da latte, in modo che la conformazione ossea possa svilupparsi correttamente. Ma prima di qualsiasi intervento occor

Posted in Megamenu, Pedodonzia
0 9 giugno 2017

Che cos’è e a cosa serve la visita odontoiatrica

La visita odontoiatrica è insieme all’igiene orale quotidiana, il miglior metodo di prevenzione che una persona ha a sua disposizione. Il dentista visitando il paziente, controlla con attenzione denti e gengive, valutando lo stato di salute della bocca in generale e facendo attenzione che non vi siano particolari malattie o disturbi.

Quando effettuare la visita odontoiatrica

In assenza di particolari problemi, si consiglia di effettuare una visita di controllo ed una pulizia dei denti ogni 6-9 mesi. Anche se si mantiene una buona igiene orale domiciliare, infatti, placca e tartaro in particolare sono difficili da rimuovere da soli: l’igienista, invece, con la sua strumentazione può praticare una pulizia più approfondita, aiutando il paziente a mantenere in salute denti e gengive. In presenza di patologie o infezioni invece, sarà necessario fissare degli appuntamenti più ravvicinati nel tempo, per portare avanti le terapie pianificate dal dentista. Il consiglio, in ogni caso, è quello di non aspettare di avere dei sintomi per andare dal dentista, ma di effettuare le visite con costanza, tenendo così sempre monitorato lo stato d

0 8 giugno 2017

Fai la scorta di #sorrisiveri e diventa protagonista del tour di Dental Planet!

Il quinto appuntamento dedicato alla caccia dei #sorrisiveri è fissato per sabato 24 Giugno a partire dalle ore 15:00 presso il Centro Commerciale Fiordaliso, a Rozzano (MI).

Per partecipare al casting fotografico servono i tuoi sorrisi migliori e la voglia di metterti in gioco!

Il prossimo testimonial di Dental Planet potresti essere tu! Ti aspettiamo!

0 26 maggio 2017

Che cos’è la parodontite?

La parodontite, o più comunemente chiamata piorrea, è una grave forma di infiammazione delle gengive e dei tessuti di supporto del dente. Il parodonto, composto da gengiva, osso, e legamento parodontale, in condizioni di salute, protegge la radice dentale dai batteri. Quando questi non vengono rimossi adeguatamente, causano un deposito di placca e tartaro nel solco tra il dente e la gengiva, favorendo la nascita di una tasca parodontale, cioè uno spazio dove si accumulano gli elementi patogeni. La loro presenza provoca infiammazioni gengivali che, se non trattate per tempo e in maniera professionale, possono a loro volta degenerare in parodontiti.

Parodontite: sintomi e diagnosi

Quando si trova allo stato iniziale, la parodontite è difficile da individuare, poiché non presenta alcun sintomo. È bene però prestare attenzione ad alcuni segnali, poiché potrebbero significare che la malattia è già in via di sviluppo:

  • recessioni gengivali;
  • sanguinamento delle gengive al passaggio dello spazzolino;
  • forte sensibilità al caldo e al freddo;
  • alitosi persistente;
  • diminuzione della stabilità dentaria: i denti si muovono e/o cambiano posizione;
  • perdita dei den

0 12 maggio 2017

La devitalizzazione, detta anche cura canalare, è una pratica odontoiatrica che consiste nel togliere vitalità ad un elemento dentale. All’interno del dente vi è infatti un tessuto molle, la polpa, che contiene i vasi sanguigni, i nervi e il tessuto connettivo: con la terapia canalare, la polpa vitale infetta viene rimossa, permettendo così di conservare il dente, senza dover per forza estrarlo.

Quando devitalizzare un dente è necessario

La devitalizzazione di un dente diventa necessaria quando è presente un’infiammazione pulpare, il che può avvenire per molteplici cause, quali:

  • trauma: in seguito ad un trauma, il dente può rimanere scheggiato. A volte, anche se la lesione non è visibile, il nervo può comunque aver subito un danneggiamento ed infiammarsi;
  • granuloma: si tratta di un’infiammazione cronica dei tessuti che circondano l’apice della radice del dente. L’azione batterica, che già ha decomposto il tessuto interno del dente, giunge fino alla radice, infettando l’osso e generando così il granuloma;
  • carie: quando non vengono trattate in maniera tempestiva, possono estendersi fino a raggiungere la polpa e causare un’ulteriore infiammazione;

0 9 maggio 2017

Quando si parla di implantologia dentale la domanda più frequente è “quanto costa un impianto dentale?”. La verità è che è per dare informazioni precise riguardo ai prezzi è necessario valutare molti fattori di influenza.

Implantologia dentale prezzi e costi: cosa incide?

La procedura di implantologia dentale prevede infatti un vero e proprio intervento chirurgico, durante il quale vengono inserite nell’osso delle radici in titanio, al posto dei denti mancanti. Prima di arrivare all’operazione, il paziente deve quindi sottoporsi ad un percorso che può essere più o meno lungo, in base alla sua situazione di partenza.

Le variabili che incidono sul prezzo dell’impianto dentale

  • Visite ed esami

Innanzitutto, occorrono delle visite specifiche, in modo tale che il dentista possa studiare il suo caso e valutare come agire. La diagnosi può richiedere diversi tipi di esami, da una semplice panoramica ad una più precisa tac, ed è proprio questo uno dei primi fattori ad influenzare il prezzo finale per il paziente.

  • Quadro clinico

La diagn

0 28 aprile 2017

La carie dentale è una patologia che colpisce i tessuti del dente. Nel suo primo stadio, intacca lo smalto e la dentina; progressivamente raggiunge anche i tessuti più profondi, fino a creare una cavità. Si tratta quindi di una malattia degenerativa, provocata dai batteri presenti all’interno del cavo orale che danno origine alla placca dentaria. Sapere come capire se si ha una carie una carie è molto importante, per poter intervenire il prima possibile e limitare le conseguenze, che possono portare persino alla perdita del dente interessato.

Come si riconoscere una carie: i sintomi

Durante lo stadio iniziale, è molto difficile sapere da soli se si ha una carie, poiché sono poco più che delle macchioline bianche sullo smalto del dente e non presentano alcun sintomo. Per questo motivo, è importante effettuare dei controlli dal dentista almeno due volte l’anno: lui è in grado di individuare la carie ed iniziare il trattamento di cura. Se le cure non sono tempestive, il processo cariogeno inizia ad attaccare la dentina, la sostanza che compone il dente, fino ad arrivare ai tessuti molli e coinvolgere anche i nervi ed i vasi sanguigni. Mano a mano che la carie si espande ed arriva sempre più in profondità, i sintomi si